lunedì 30 ottobre 2017

Superare la natura inferiore, mantra sadhana e prendere coscienza degli errori

Swami Niranjanananda Saraswati
Ganga Darshan Vishwa Yogapeeth, Munger, domenica 2 giugno 2013, tratto da “Living Yoga”, pagine dedicate alla visione e alla missione di Swami Niranjananda Saraswati, successore spirituale di Sri Swami Satyananda.

Gestire la mente
Come si può superare efficacemente la propria natura inferiore e addestrare la mente ad essere equilibrata? Il punto è molto semplice. Mantenendo sempre un atteggiamento positivo. Finché si mantiene un atteggiamento positivo, si è felici e si hanno ben chiare le proprie aspirazioni ed i propri reali interessi, si può facilmente gestire la mente.
Va da sé che è la  natura della mente a creare sempre problemi. Ed i problemi sono creati dalla mente solo a causa di due fattori: in primo luogo, le aspettative ed i bisogni e, in secondo luogo, la cattiva gestione del comportamento mentale. Le aspettative ed i bisogni di ognuno diventano aree personali di coinvolgimento e, quindi, la gestione di una mente reattiva in situazioni normali deve essere il punto centrale.
Un esempio è il soldato che combatte in guerra. La sua priorità non è tanto vincere quanto, piuttosto, salvare sé stesso dagli attacchi. L'obiettivo e l’impegno del soldato è quello di sopravvivere alla guerra. Nel processo di sopravvivenza alla guerra, deve essere molto attento e consapevole. Deve riconoscere ogni suono e sapere ciò che rappresenta e che potrebbe comportare. Un boato in lontananza può indicare un'esplosione, una sparatoria, o il tiro di un cannone. Il fragore di un missile, che non riesce a vedere ma che può sentire, indicherà se il missile sta andando verso di lui o in un'altra direzione. Il suono di un ramoscello rotto come se qualcuno ci camminasse sopra segnalerà una presenza nemica nelle vicinanze. L'improvviso volo di uccelli da una regione della foresta avvertirà della presenza di nemici in quella zona. In questo modo, il soldato è addestrato ad essere consapevole del suo ambiente nei minimi dettagli. Deve essere attento, intuire e conoscere ogni cosa se vuole sopravvivere alla guerra e, se ha appreso tutti i dettagli della sopravvivenza, potrà vincere la guerra. Se, invece, non ha nozioni sui dettagli della sopravvivenza e pensa soltanto "Io sono un soldato e vado a combattere" , e poi si incammina verso i nemici, sarà fucilato. La gente può guardare la propria vita allo stesso modo.
Da un lato la gente dice che la vita è tamasica, cioè limitata, dolorosa e confusa ma, dall'altra parte, ci aspettiamo tanto dalla nostra vita. C'è una contraddizione nella vita. Non c'è ragionamento, logica o pratica intellettuale che possa elevarci da questi stati, tranne la propria consapevolezza e lo sforzo per essere felici, ottimisti e fiduciosi in ogni momento per non permettere mai che un ostacolo sia un problema, ma solo un qualcosa da superare. Pratipaksha bhavana, la coltivazione della qualità o dello stato opposto, è la risposta.

Guru mantra sadhana
C'è un processo che è conosciuto come identificazione col mantra. Quando l'identificazione con il mantra si realizza, allora il mantra continua, consapevolmente o inconsapevolmente. Se l'identificazione con mantra non avviene, il mantra rimane solo una pratica che si fa per un tempo limitato, secondo la propria disciplina o routine.
Dopo aver sperimentato l'identificazione con il mantra per un lungo periodo, ero giunto ad un punto in cui mi svegliavo di notte e sorridendo a me stesso pensavo: "Il mantra sta ancora andando nella mia testa". Poi ritornavo a dormire, e poi al mattino mi risvegliavo col sorriso e la memoria del mantra nella mia mente. È successo molte volte, e non richiedeva uno sforzo, semplicemente e naturalmente accadeva.
Quando praticate il mantra con il vostro mala, per quanti grani restate consapevoli del mantra? Siete consapevoli del mantra per tutti i 108 grani del mala, oppure la mente si disperde e la pratica del mantra si interrompe a metà? Se vi accorgete che la pratica si interrompe, innanzitutto cercate di mantenere la vostra attenzione costante. Fate scorrere il mala con totale consapevolezza del mantra e dei grani senza alcuna oscillazione della mente. Se riuscite a completare un mala per intero senza che la mente vaghi, allora otterrete quell'identificazione con il mantra. Vi accorgerete, inoltre, del mantra che naturalmente fluisce nella vostra mente anche quando state lavorando, leggendo o facendo qualcosa di totalmente diverso.
La mente può essere, infatti, impegnata a fare qualcosa di completamente diverso mentre una parte di essa continua a riprodurre il mantra. Ciò avviene spontaneamente e naturalmente. Ed ogni volta che succede, fatene esperienza fin quando riusciate a sostenerla e gestirla e, quando la ripetizione si interrompe, lasciate semplicemente che sia e non preoccupatevene. Se c’è preoccupazione, le tensioni e l'agitazione mentale riprendono e quello stato che ha permesso al mantra di venire in superficie svanirà. Pertanto, un aspetto importante dello yoga è restare liberi da preoccupazioni e tensioni. Ogni volta che si dice, "Hari Om Tat Sat", si dovrebbe dire anche "Non avere preoccupazioni, Hari Om Hari".

Consapevolezza degli errori
Qual è il passo successivo dopo aver capito che abbiamo commesso un errore? Non farlo di nuovo. Tuttavia, anche dopo aver compreso e realizzato che "io ho commesso uno sbaglio", le persone continuano a perseverare negli stessi errori. Quando vi rendete conto dell’errore, prendete un sankalpa: "io non lo ripeterò più, mai più", e attenetevi ad esso.





giovedì 19 ottobre 2017

Sincerità, Serietà e Impegno

Swami Niranjanananda Saraswati
Estratto da http://www.yogamag.net/archives/2014/joct14/ssc.shtml

Oggi concludiamo la Convention Mondiale sullo Yoga, che è stata davvero molto speciale. La città di Munger è diventata non solo la prima città dello Yoga al mondo, ma anche la prima città ad ospitare lo Yoga Kumbha. L’intera città di Munger sembra così bella, attraente e predisposta e invitante, per coloro che stanno partecipando allo Yoga Kumbha.

In questi cinque giorni passati abbiamo percorso tanta strada. 
Il primo giorno, 23 Ottobre, il tema è stato “Lo Yoga come scienza dell’Evoluzione della Coscienza e il Metodo per incrementare la Qualità della Vita”. Il secondo giorno il tema è stato “Le applicazioni dello Yoga nella Salute, Terapie e Società”. Il terzo giorno il tema era “Lo Yoga nell’Educazione, nella Coltivazione dei Samskara e Sviluppo di nuove Espressioni Creative di Vita”. Il quarto giorno il tema era “Lo Yoga e lo Stile di Vita”. Oggi, il quinto e ultimo giorno, nonché conclusione della Convention, l’attenzione va al di là del concetto di Yoga come cultura della nostra vita, non di domani, ma di oggi

Conquanta anni fa, Sri Swamiji, proclamò che lo Yoga è la cultura di domani. Questo fu detto cinque decadi fa quando nessuno sapeva cosa fosse lo Yoga. Oggi, cinquant’anni dopo, dopo molte albe e tramonti, dopo molti pleniluni e lune nuove, ci troviamo al punto di assistere allo Yoga che diventa una cultura mondiale. Le persone di tutto il mondo, le comunità in ogni parte della terra, le persone di tutte le nazioni, caste e credo si rivolgono allo Yoga per conforto e pace – per le loro vite, per le loro menti e per il loro spirito - .

 Pertanto possiamo sicuramente affermare che la visione data Sri Swamiji è stata compiuta, grazie a tutti voi. Lo Yoga ha viaggiato da porta a porta e da costa a costa.  Ora il prossimo compito per tutti i presenti qui e per tutte le persone del mondo che stanno assistendo a questa grande Convention dello Yoga è mantenere la purezza immacolata della tradizione e degli insegnamenti.
 E’ il nostro compito e il nostro Dharma.

Regolarmente abbiamo bisogno di pulire la nostra lampada, per evitare l’accumulo di fuliggine e di polvere sul vetro in modo tale che la luce possa passare dalla lampada e illuminare, in modo sicuro, il cammino degli altri viaggiatori.

Quindi, per connetterci alla visione dei Guru, abbiamo bisogno di esser seri, dobbiamo esser sinceri e dobbiamo esser dediti alla causa. Con la nostra sincerità, serietà e impegno, possiamo vivere la visione dei saggi e rendere lo Yoga una cultura pratica, applicabile e globale che porterà luce, ispirazione, pace e vita in tutti gli aspetti della società umana. 

Questo è il messaggio di questa Convention mondiale dello Yoga. 

Al di là delle caste, dei credi, della religione, dei dogma, è una celebrazione di vita, una comprensione delle possibilità creative della vita, e una connessione con la gioia e la pace.


—Closing address, 27 October 2013, Polo Ground, Munger


domenica 8 ottobre 2017

Guardando i Kosha

 Swami Niranjanananda Saraswati

http://www.yogamag.net/archives/2015/ajan15/kos.shtml


Sei composto da diversi livelli: fisico, energetico, mentale, la coscienza e lo spirito. Si tratta di cinque elementi per creare “TE STESSO”.
Acqua terra, fuoco, aria ed etere sono gli elementi materiali, ma non sono elementi che vi danno l'esperienza di ciò che è la vita. Terra, fuoco, acqua, aria ed etere non sono elementi senzienti. Sono solo i mattoni della vita. All'interno di questo elemento costitutivo della vita c'è un potere senziente che è lo spirito, la coscienza.

Si soddisfano le esigenze del corpo e lo si armonizza. Si soddisfano le esigenze del sistema energetico e si regola e attiva l’energia lavorando su Annamaya e Pranamaya Kosha.
Vi è anche la necessità di rendere la mente libera da fattori di stress e tensioni. Pertanto, per quanto riguarda Manomaya Kosha, deve essere sviluppata la capacità di rilassarsi. Focalizzare le energie dissipate della mente e sperimentare la potenza della mente, mentre la concentrazione e la meditazione sono necessari per l'esperienza di Vijnanamaya Kosha.

La corretta applicazione dello yoga a questi quattro livelli vi porterà automaticamente al quinto livello di Anandamaya Kosha o della beatitudine. L'armonia di questi primi quattro livelli culminerà nell'esperienza di Ananda, la beatitudine. Anche se si lavora su quattro livelli, il corpo, il prana, la mente e la coscienza, l'integrazione dei quattro fa nascere la quinta esperienza della vostra luce interiore. Questo è lo stato di beatitudine, lo stato di Ananda. Questa non è una filosofia spirituale, è una filosofia fondata sulla realtà della vita, le realtà che vivete quotidianamente.

Nella nostra tradizione di trasmissione della conoscenza da maestro a discepolo (Parampara), si dice che lo scopo dello yoga è quello di realizzare la vita. Lo scopo dello yoga non è quello di realizzare Dio. Lo scopo dello yoga è quello di realizzare la vita, per essere in sintonia con le espressioni della vita, di migliorare le belle espressioni della vita. Nel momento in cui negate e eliminate le vostre dissipazioni, la mente diventa potente. Le restrizioni della mente sono le sue negatività, mentre la sua forza è la sua positività. Potete sperimentare ciò in tutte le situazioni nella vostra vita. Una volta che questa fase è completa, diviene accessibile l'ulteriore cammino volto a coltivare consapevolezza spirituale.

—13 Aprile 2014, Chembur, Mumbai, India