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lunedì 17 novembre 2014

Educazione alla vita ***seconda parte****

Swami Niranjanananda Saraswati
Welcome Address, 26 October 2013, Polo Ground, Munger
da Yoga Mag – current issue

Sei poteri di Prakriti

Questa personalità è costruita non solo dai vostri amici, dalla vostra famiglia, società, cultura, religione, credenze, etica e morale che vi circonda o dall’educazione con la quale siete cresciuti ma anche dai sei poteri di Prakriti che avete ereditato quando siete venuti al mondo.
Questi sei poteri di Prakriti sono entrambi vincolanti e liberatori. Sono conosciuti dalla nostra tradizione come amici e antagonisti. Quando vincolano, diventano nemici ma quando liberano, sono amici. Nella vita reale, succede il contrario. Quando nasciamo, iniziano a contribuire a dar forma alla nostra personalità. 
Ma quali sono questi sei poteri? Kama, passioni, desideri, ossessioni; krodha, motivazione, aggressività, dinamismo; lobha, avidità; moha, infatuazione; mada, arroganza, complesso di superiorità; matsarya, invidia delle altre persone. Queste sono le sei qualità di tamoguna che attirano la mente in questa dimensione.
Quello che esprimete nella vita è quello che vi hanno dato come input. I vostri pensieri, le vostre ambizioni, le interazioni e le percezioni sono guidate da loro. Loro diventano la vostra natura e la vostra personalità.
Arriva poi un momento in cui mente e spirito si connettono. Quando i sei amici e la mente si uniscono, vi dimenticate dell’essere superiore, della natura superiore e delle qualità superiori. Capita, talvolta, che un fiore fiorisca nel deserto. Può succedere quindi che venga stabilita una connessione fra mente e spirito che vi farà realizzare che quelle cose che consideravate vostre e delle quali ne eravate orgogliosi sono in realtà deterioranti per la vostra crescita e quindi sono impedimenti per il vostro sviluppo. Quelle cose che vi hanno permesso di diventare quello che siete oggi sono in realtà nemici che ci confinano in questa dimensione di sofferenza, desiderio, vasana e che non ci permettono di fare esperienza della libertà e della bellezza che sono lo scopo della vita.

Applicare il sanyam per una vita armoniosa

I sei amici sono quindi ora visti come nemici. I sei nemici possono essere controllati dal processo del sanyam così come controllate i cavalli con le redini. Se lasciate le redini, non potrete sapere quale cavallo scapperà in quanto avete ormai perso il controllo. Allo stesso modo, attraverso il sanyam potrete frenare i sei:
kama, krodha, lobha, moha, mada e matsarya.
In realtà, non spariscono perché sono parte di voi ma sono sotto controllo per mezzo del sanyam. 
Nulla sparisce in questa vita, le abitudini e le caratteristiche non spariscono ma possono essere canalizzate, controllate, modificate, convertite e trascese. 
Questo è lo scopo di uno stile di vita yogico.
 Uno stile di vita yogico non dipende da quante ore di yoga e meditazione fate, questo è irrilevante.

Lo stile di vita yogico è il concetto di vivere una forma di vita corretta e armoniosa.



lunedì 3 novembre 2014

Educazione alla vita

Swami Niranjanananda Saraswati
Welcome Address, 26 October 2013, Polo Ground, Munger
da Yoga Mag – current issue

Il tema di oggi  è “Yoga e stile di vita”.
Dovete comprendere la parola “lifestyle” (ndt: stile di vita) nel suo contesto corretto. Qual è il suo vero significato? Lo stile di vita e la routine giornaliera sono due cose differenti. Routine è quello che fate ogni giorno mentre lo stile di vita è il modo in cui vivete.
Vi alzate alle quattro, alle cinque, le sei, le sette, le otto e così via; questa è la vostra routine, la vostra scelta. Fate colazione quando volete, andate a lavorare all’orario stabilito, tornate a casa, fate le cose che vi piacciono a determinate ore. Questa è la vostra routine, non il vostro stile di vita.
Definizione di lifestyle
Lo stile di vita è un’espressione della vostra personalità, i vostri tratti particolari, il vostro carattere. Se la vostra personalità, i tratti, il carattere e le abitudini sono rivolte verso l’ottenere pace, appagamento e prosperità, e se sono mirate allo sviluppo della vostra consapevolezza spirituale, in questo caso, starete vivendo una vita perfetta. Se invece vi accorgete che il vostro modo di esprimervi è contradditorio rispetto alle vostre aspirazioni personali, avete bisogno di modificare il vostro stile di vita in quanto il lifestyle è un’espressione della maturità di mente ed emozioni. Come vivete, come vi comportate nel mondo, come rispondete alle situazioni, tutto questo ha luogo a secondo delle vostre qualità interiori e della vostra forza. Quella qualità interiore e quella forza interiore fa parte della mente. Voi diventate quello che pensate. Pensare e diventare devono comunque essere in sintonia.
Diventare ed essere
Una banana non può pensare “io posso diventare un’arancia” e quindi diventare un’arancia. Un limone non può pensare “sono una mela” e diventare una mela. No. C’è differenza fra pensare e diventare anche se gli esseri umani hanno l’abilità di diventare quello che pensano. Questa è l’unica forma di vita dotata di senso che ha questa abilità: quella di diventare quello che si vuole. Inoltre, nella vita di un essere umano si verificano due processi: quello di diventare e quello di essere. Inizialmente, diventate, in un secondo tempo, siete.
Il processo di diventare si manifesta adottando nuovi tipi di qualità mentre l’essere è l’espressione del meglio che avete da offrire. Diventare è il sadhana ed essere è l’espressione. Diventare è Munger, essere è Rikhia. Sri Swamiji ha detto: “Prima di venire a Rikhia, trascorrete un po’ di tempo a Munger”. Diventare ed essere sono due espressioni della missione di Sri Swamiji.
A Munger dovete lavorare duro e confrontarvi con voi stessi, trasformarvi e trascendere i vostri limiti. Qui a Rikhia dovete solo essere un'unica cosa con l’ambiente, con lo spirito e con l’energia del posto, tutto qui. Ci sono due aspetti della missione di Sri Swamiji e nessuno dei due è più importante dell’altro, sono entrambi complementari così come me e Swami Satsangi.

Stiamo parlando di stile di vita e questo è il processo: prima divenite attraverso il processo di trasformazione poi siete, vivendo quell’espressione creativa. Questo è lo stile di vita, l’espressione dei tratti, delle abitudini, della natura e del carattere del proprio essere interiore, quello che è conosciuto con il termine “personalità”.
(continua...)

domenica 14 aprile 2013

Quali miglioramenti potrebbero essere apportati nell’educazione e nella crescita dei bambini? di Swami Satyananda Saraswati


Come esseri umani dobbiamo compiere dei doveri che portano benefici a noi stessi e alla  società in cui viviamo. Se il bambino è troppo piccolo per compiere i suoi doveri, un adulto glieli deve ricordare in modo dolce e pacato o, eventualmente, anche con il rimprovero. Quest’ultimo può essere usato  soltanto se il bambino si sente amato della persona adulta.  Ad esempio ad un bambino che si comporta male il padre dirà: “ devi comportarti bene altrimenti non voglio avere niente a che fare con te”.  Di certo il padre rimprovera suo figlio perché lo ama e non perché lo detesta e questo deve essere compreso.

Talvolta il timore è necessario per lo sviluppo della personalità e la realizzazione del proprio scopo. Se non esiste timore dilaga l’isterismo. L’isteria è uno stato psichico anormale. Pensieri e comportamenti isterici costituiscono un grave problema psicologico. Per condurre il bambino fuori da questa situazione, a volta il rimprovero può essere fondamentale, tenendo presente che quest’ultimo può avere effetti negativi. Se un bambino pensa che qualcuno lo odia viene istillato un sentimento di paura e ciò influisce negativamente sullo sviluppo della personalità, per questo motivo è necessario far sentire amore e tolleranza nei confronti del bambino e non suscitare in lui il sentimento della paura inutilmente.

I rapporti genitori – figli peggiorano ogni giorno sempre di più. A ciò si aggiunge il fatto che i genitori hanno adottato schemi di pensiero e comportamento anormali e i figli ne ereditano i samskara. Padre e madre amano il loro figlio così tanto da farlo divenire il centro dei loro attaccamenti.  Un’ educazione adeguata, svolta nella propria casa, diventa allora insufficiente. Il bambino, essendo in legame costante coi genitori, non riesce a liberarsi dai loro samskara e dalle loro influenze. Padre e madre non possono mai educare un figlio senza l’aiuto della loro famiglia d’origine: nonni, nonne, zii ecc. Il bambino impara così come comportarsi in loro compagnia, e sviluppa un senso di comportamento più maturo, cosa che al giorno d’oggi non avviene.
Ancor più dei genitori sono i nonni a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppare un profilo psicologico più maturo nei bambini.  Quando i bambini vivono coi nonni hanno un comportamento più maturo. Se questo non accade il loro comportamento sarà completamente diverso. Durante la crescita avranno problemi non solo a casa ma anche con gli insegnanti a scuola e regnerà l’anarchia.

Sebbene l’attuale sistema educativo stia sviluppando metodi di insegnamento migliori e più completi, la relazione studente –insegnante è in costante declino. Si dovrebbe costruire un codice etico condiviso dagli insegnanti ed automaticamente si creerà un codice etico tra gli studenti.
Prima di tutto gli insegnanti devono agire seguendo un ideale ed i ragazzi reagiranno in modo più positivo perché ritengo che essi siano per loro natura idealisti. La mente del bambino odia manierismi artificiali, lo sfarzo e l’ostentazione. Se capisce che state mentendo non sarà mai d’accordo con voi.

Quando i bambini crescono in un ambiente idealista con genitori, amici ed anziani, ne sono influenzati molto positivamente. In India c’è un fantastico sistema educativo chiamato gurukul.  Guru significa “insegnante” ekul  significa “famiglia”.
In passato il guru viveva lontano dalle città., in villaggi o nella giungla, con sua moglie e la sua famiglia., coltivavano un piccolo appezzamento di terra dove vivevano senza avere legami col mondo esterno. Gli allievi  andavano ad abitare col guru e la sua famiglia per un periodo di 10 o 12 anni apprendendo la letteratura, le arti ed il tiro con l’arco. Esistevano guru diversi per le varie discipline.
  
Anche oggi in India ci sono molti buoni gurukul dove gli allievi vengono cresciuti come i figli del guru stesso. La mattina si svegliano presto in un’atmosfera familiare, poi si dedicano alla preghiera, al gioco, allo studio e sono coinvolti in molte altre attività. I ragazzi restano col guru per molti anni conducendo uno stile di vita semplice, puro e sacro. Non fanno ritorno a casa loro fino a quando non hanno completato gli studi. La vita dell’insegnante e degli allievi all’interno del gurukul è esemplare ed idealistica. I ragazzi proveniente dal gurukul sono molto disciplinati, beneducati ed intelligenti.
  
Il problema dell’educazione, secondo me, inizia a casa.  Mentre i figli desiderano genitori con degli ideali, i genitori vogliono figli obbedienti, efficienti, intelligenti ma senza ideali. Ne risulta che i figli non sono in grado di costruire la propria filosofia di vita e perciò per loro è difficile esprimersi e crescere in  armonia con la propria natura.  Se i giovani hanno perso la bussola, la colpa è dei genitori. Sono incapaci di dare una guida adeguata ai propri figli e costruire uno schema mentale che il figlio deve sviluppare. In occidente nemmeno l’educazione di stampo religioso è riuscita ad influenzare l’educazione dei più giovani.
Sembra una malattia incurabile.
 Qualcosa deve accadere, forse una guerra o una rivoluzione, per risolvere le cose.

Friday, February 13, 2009